Antipasto piemontese con peperoni, carote, fagiolini, cavolfiore e cipolline in salsa di pomodoro

Antipasto piemontese

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 55m
  • Riposo: 1h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: molto basso
  • Porzioni: 10 vasetti
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Italiana, Piemontese

Ingredienti per 10 vasetti da 300 g

  • Pomodori ramati maturi1.5 kg
  • Peperoni gialli300 g
  • Sedano 300 g
  • Carote 300 g
  • Cipolline borettane 300 g
  • Cavolfiore 300 g
  • Fagiolini 300 g
  • Aceto di vino bianco 200 g
  • Olio extravergine d’oliva 150 g
  • Zucchero semolato 1 cucchiaio
  • Sale grosso 1 cucchiaio
  • Noce moscata 1 pizzico
  • Chiodi di garofano pestati o in polvere2
  • Cannella in polvere 1 pizzico
  • Alloro 4 foglie

Procedimento

LE VERDURE DELL’ANTIPASTO PIEMONTESE

  1. Lava e monda tutte le verdure, poi tagliale in pezzi di dimensione simile: qui è la misura a decidere la cottura. Peperoni, sedano e carote vanno a cubetti di circa 1,5-2 cm per lato. Il cavolfiore lo dividi in cimette più o meno della stessa grandezza, e i fagiolini li tagli a metà. Le cipolline, se non sono troppo grandi, restano intere. Un controllo veloce prima di andare avanti. Metti vicini un cubetto di carota e una cimetta di cavolfiore: se uno dei due è il doppio dell’altro, ritaglia, perché pezzi troppo diversi a fine cottura ti danno carote dure accanto a cavolfiore sfatto.

  2. Passa ai pomodori. Incidi la buccia con un piccolo taglio a croce sul fondo e sbollentali in acqua per 1-2 minuti: sono pronti quando i lembi del taglio cominciano ad arricciarsi. Trasferiscili subito in acqua e ghiaccio, così lo shock termico stacca la buccia dalla polpa. A quel punto si pelano quasi da soli. Tagliali a pezzi grossolani e tienili da parte insieme al loro succo.

cottura

  1. In una pentola capiente, meglio se larga e con il fondo spesso, metti olio, aceto, zucchero e alloro e fai scaldare. Alla comparsa delle prime bollicine unisci i pomodori. Attenzione al vapore. L’aceto caldo pizzica il naso, quindi non chinarti sulla pentola. Quando il sugo riprende a sobbollire aggiungi carote e sedano, che sono le verdure più dure e hanno bisogno del tempo più lungo.

  2. Dopo 15 minuti aggiungi i fagiolini e il cavolfiore. Copri e lascia cuocere altri 10 minuti a fuoco medio, poi unisci le cipolline. Dopo altri 10 minuti è il turno dei peperoni, che cuociono anche loro 10 minuti. Ogni volta che aggiungi qualcosa mescola piano, dal fondo, con una spatola larga: il cavolfiore è il primo a rompersi se lo tratti male. Il sugo deve sobbollire, non bollire forte. Se lo vedi asciugarsi troppo e cominciare ad attaccare, abbassa la fiamma.

  3. Aggiungi la noce moscata, i chiodi di garofano pestati, la cannella e il sale grosso, poi prosegui la cottura per gli ultimi 10 minuti. Qui si fa il controllo. Le carote cedono sotto i denti ma restano al dente, i fagiolini sono ancora verdi, i peperoni si piegano senza sfaldarsi. Assaggia anche il sugo: l’aceto deve dare una punta viva e poi lasciare spazio al pomodoro. A me piace così, gentile, e se lo senti troppo in primo piano un pizzico di zucchero lo arrotonda.

  4. Versa l’antipasto piemontese ancora caldo in vasetti di vetro ben puliti oppure in contenitori bassi con coperchio, e dividi fra i vasetti anche le foglie di alloro. Lascialo intiepidire, poi chiudilo e mettilo in frigorifero senza aspettare ore: meno resta a temperatura ambiente, meglio è. È una preparazione da frigo, quindi i vasetti pieni non si fanno bollire e la superficie non si copre d’olio.

Note & consigli

Anche se l’antipasto va in frigo, i vasetti vuoti li preparo come per una conserva, prima di riempirli: li faccio bollire, oppure li lavo e li passo in forno a 100 °C per mezz’ora. Con i coperchi nuovi chiudono meglio.

Il giorno dopo è più buono: le verdure hanno preso il sugo e l’aceto si è addolcito. Toglilo dal frigo un quarto d’ora prima di servirlo.