La sangria sembra la cosa più facile del mondo. Poi arriva il primo bicchiere. Troppo dolce, troppo forte, oppure con un fondo amaro che non si capisce da dove venga: con una bevanda a base di vino rosso e frutta basta poco per perdere l’equilibrio. L’importante, per me, è offrire qualcosa di bilanciato, fresco anche se alcolico. E l’unica condizione resta una: servirla ghiacciata.
In Spagna è immancabile accanto alle tapas e a una paella ai frutti di mare. Da noi è l’equivalente del nostro Spritz nel classico aperitivo all’italiana. Se preferisci il bianco, c’è la mia sangria con il vino bianco. E se sei astemio, come me? L’alternativa ce l’ho: un aperitivo analcolico alla frutta. Qui sotto trovi la mia ricetta con le dosi per 10 persone, e come raddoppiarle quando gli ospiti sono 20.
Ingredienti per 8-10 persone
- Vino rosso corposo1 l
- Soda o gassosa 500 g
- Ghiaccio 450 g
- Porto rosso 50 g
- Brandy 50 g
- Arance non trattate2
- Limoni non trattati2
- Mela o 1 pesca1
- Fragole 200 g
- Melone bianco 350 g
- Vaniglia in bacca1
- Chiodi di garofano 5
- Cannella in stecche2
- Menta fresca q.b.
Allergeni
Procedimento
COME SI FA LA SANGRIA: VINO, LIQUORI E SUCCHI
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Per fare la sangria ti serve una caraffa o una ciotola molto capiente, da almeno 3 litri: fra liquidi e frutta il volume cresce, e devi poterla mescolare senza schiacciare niente. Versa il vino rosso, la soda (o la gassosa), il Brandy e il Porto rosso. Scegli pensando al dolce. La gassosa rende la sangria più dolce, la soda la lascia più asciutta; lo zucchero qui non lo metto, perché la dolcezza arriva già dal Porto e dalla frutta. Aggiungi anche la bacca di vaniglia intera. Se vuoi un profumo più deciso, incidila per il lungo così rilascia i semini; una bacca già usata e tenuta da parte va benissimo.

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Spremi una delle due arance e uno dei due limoni. Filtra il succo con un colino, così semi e filamenti restano fuori, e versalo nella caraffa. Una mescolata con un cucchiaio lungo e la base è pronta.

LA FRUTTA DELLA SANGRIA
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Passa alla frutta, che deve essere matura ma soda: quella troppo matura, in 12 ore di riposo, si sfalda e intorbida il vino. Sbuccia la mela, togli il torsolo e taglia la polpa a tocchetti regolari, di circa un centimetro. Immergili subito nel mix di liquori. Se al posto delle mele preferisci una pesca, lavala, togli il nocciolo e tagliala a pezzi della stessa misura. Prosegui allo stesso modo con le fragole: lavale, elimina il picciolo e riducile a tocchetti simili.

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Apri il melone bianco, elimina i semi e taglialo a fette. Togli la buccia e riduci la polpa a tocchetti grandi quanto quelli di mela. Stessa misura per tutti i pezzi: nel bicchiere si mangiano con un cucchiaino, e nessuno resta troppo grosso.

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Lava bene l’altra arancia sotto l’acqua corrente, strofinando la buccia con le mani (niente sapone), e asciugala. Tagliala a spicchi senza togliere la scorza. Fai lo stesso con l’altro limone, ma riducilo a rondelle non troppo spesse. Le scorze restano nel vino per tutto il riposo: sono loro a profumarlo, per questo gli agrumi li prendo non trattati.

RIPOSO IN FRIGO E SERVIZIO DELLA SANGRIA
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Completa con le stecche di cannella e i chiodi di garofano. Copri con la pellicola trasparente e lascia riposare tutto in frigorifero per 12 ore. È il tempo che serve al vino per assorbire i profumi e i gusti della frutta e delle spezie. Alla fine, appena togli la pellicola, senti subito agrumi e spezie; la frutta ha preso il colore del vino, ma è ancora intera.

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La tua sangria è pronta. Dalle una mescolata dal basso verso l’alto, così frutta e spezie non restano tutte sul fondo. Versala nei bicchieri con tutti i pezzi di frutta, aggiungi il ghiaccio e qualche fogliolina di menta fresca. Il ghiaccio io lo metto solo nei bicchieri, mai nella caraffa: la sangria che avanza resta fredda senza annacquarsi.
Note & consigli
Dopo 12 ore di riposo la soda ha perso quasi tutte le bollicine: qui serve ad allungare e, se è gassosa, ad addolcire. Se vuoi il frizzante, versane un goccio freddissimo direttamente nel bicchiere.
Con la frutta tagliata dentro, la sangria non va lasciata a lungo sul tavolo: io non la tengo fuori dal frigo più di due ore, e con più di 32 gradi un’ora sola.
Domande frequenti
Un rosso corposo, come in ricetta: deve reggere soda, succhi e 12 ore di frutta senza sparire. Corposo, però, non vuol dire barricato: un vino molto tannico o segnato dal legno, accanto alle scorze degli agrumi, tende all’amaro. Nella caraffa metto solo un vino che servirei anche da solo: frutta e spezie non aggiustano un vino mediocre.
Arance e limoni non si toccano: è dagli agrumi che la sangria prende il suo profumo. Sul resto c’è libertà. Io uso mela o pesca, fragole e melone bianco, che è la mia aggiunta preferita.
Una sola, no. In Spagna e in Portogallo ogni casa ha la sua, e quello che torna sempre è il vino rosso con gli agrumi, un po’ di frutta e il servizio freddissimo. Brandy, spezie e bollicine sono aggiunte diffuse ma non obbligatorie. La mia, come vedi, ci mette dentro Porto, Brandy, cannella e vaniglia.
Servono 12 ore in frigorifero, coperta: il giorno prima è il momento giusto, e io la preparo la sera. Con un paio d’ore si beve già, ma frutta e vino non hanno ancora fatto amicizia.
Quasi sempre è colpa della parte bianca delle scorze, che nelle lunghe ore di riposo cede amaro, oppure di un vino troppo tannico. Ripesca le fette di arancia e limone, lascia il resto della frutta e allunga con un po’ di gassosa fredda. Non ti preoccupare se resta una punta amarognola; un amaro deciso, però, non si cancella del tutto.
Lo zucchero semolato non lo uso: a freddo rischia di non sciogliersi e finisce sul fondo. Meglio lo sciroppo di zucchero, oppure il semolato extrafine, che si scioglie anche a freddo. Aggiungilo poco alla volta dopo il riposo, assaggiando: il freddo attenua il dolce, e se lo dosi prima rischi di esagerare.
Meno del vino che usi, perché soda, succhi e ghiaccio la allungano e il Porto e il Brandy la rialzano solo in parte. Resta però una bevanda alcolica, e la frutta fredda la fa sembrare più leggera di quello che è. Offrila con misura, e mai ai bambini.
Le dosi di questa ricetta sono per 10 persone: per 20 raddoppia tutto, 2 litri di vino compresi, e per 40 moltiplica per quattro. Io però la divido in più caraffe: una in tavola, le altre in frigo, così resta fredda fino all’ultimo bicchiere.
È il premio di chi arriva in fondo al bicchiere, per questo la servo con tutti i pezzi. Tieni conto solo che dopo 12 ore nel vino è alcolica anche lei.
Varianti della ricetta
Sangria più leggera. Usa solo i 50 g di Porto rosso e lascia fuori il Brandy. Viene meno alcolica e più morbida, perché resta soltanto il Porto, che è un vino liquoroso dolce.
Conservazione
La sangria avanzata si conserva in frigorifero per un paio di giorni, sempre coperta con la pellicola. Dopo il primo giorno tolgo le fette di arancia e limone, che con il tempo la renderebbero amara; il resto della frutta si ammorbidisce e perde croccantezza. Congelarla non lo consiglio: la frutta si sfalda.
Curiosità
Il nome viene dallo spagnolo sangre, sangue, per il colore rosso intenso della versione con il vino rosso. E non va confusa con il tinto de verano, che in Spagna è molto più semplice: vino rosso allungato con gassosa o con una bibita al limone, senza frutta né spezie a macerare.

