Gamberoni in pasta kataifi croccante serviti con salsa al mango e lime fresco

Gamberoni in pasta kataifi

  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 25m
  • Riposo: 0h 30m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: medio
  • Porzioni: 12 porzioni
  • Metodo cottura: Frittura
  • Cucina: Italiana

Ingredienti per 12 gamberoni

Per i gamberoni

  • Gamberoni 12
  • Pasta kataifi 150 g

Per la marinatura

  • Peperoncino fresco piccante 1
  • Timo fresco4 rametti
  • Scorza di lime 1
  • Succo di mezzo lime
  • Olio extravergine d’oliva 30 g
  • Pepe q.b.
  • Sale q.b.

Per la salsa al mango

  • Mango (1 frutto)400 g
  • Succo di mezzo lime
  • Miele 30 g
  • Senape di Digione50 g
  • Olio extravergine d’oliva 10 g
  • Sale q.b.

Per la frittura

  • Olio di arachidi q.b.

Procedimento

Per i gamberoni

  1. Per preparare i gamberoni in pasta kataifi inizia pulendo con cura i crostacei; per non sbagliare questo passaggio segui il mio tutorial su come pulire i gamberi. Prima di tutto elimina il carapace, poi, con l’aiuto di uno stecchino, sfila l’intestino, il filo scuro che corre lungo il dorso, lasciando però attaccate la testa e la coda: la coda resta fuori dalla pasta e diventa la presa per mangiarli con le mani.

    Disponi i gamberoni puliti in una pirofila bassa e larga, uno accanto all’altro e senza sovrapporli, così la marinatura li bagnerà tutti allo stesso modo.

    Mani puliscono i gamberoni privandoli del carapace e dell'intestino su tagliere di legno

Per la marinatura

  1. Prepara la marinatura dei gamberoni. Il peperoncino per me va fresco anche qui: togli i semini interni e tritalo finemente, così il piccante si distribuisce in modo uniforme. Trasferiscilo in una ciotola insieme alle foglioline di timo staccate dai rametti e alla scorza del lime, grattugiata solo nella parte verde perché la parte bianca è amara. Aggiungi l’olio extravergine di oliva.

  2. Unisci il sale, una macinata di pepe e il succo di mezzo lime filtrato, poi mescola con una forchetta finché olio e succo diventano un’emulsione leggermente torbida. Versa la marinatura sui gamberoni, girali una volta perché si condiscano da tutti i lati, copri la pirofila con pellicola trasparente e lasciali riposare in frigorifero per mezz’ora. Non allungare i tempi: il succo di lime è acido e, se ci resta di più, la superficie del gambero si ammorbidisce e si bagna, e la kataifi poi fa fatica a restare croccante.

    Marinatura all'olio versata sui gamberoni avvolti nella pasta kataifi in una teglia

Per la salsa al mango

  1. Nel frattempo dedicati alla salsa al mango. Sbuccia il frutto, taglia la polpa a dadini lavorando intorno al nocciolo e mettila in un recipiente stretto e dai bordi alti, quello giusto per il frullatore a immersione; aggiungi poi la senape e il miele.

  2. Versa il succo dell’altra metà del lime e l’olio extravergine di oliva, aggiusta con un pizzico di sale e riduci tutto in crema con il frullatore a immersione. Deve diventare liscia e vellutata, senza pezzetti di polpa. Versa la salsa in una ciotolina e tienila da parte, in frigorifero, fino al momento di servire.

Per la frittura

  1. Ora che i gamberoni sono marinati puoi prepararli alla frittura. Srotola delicatamente la matassa di pasta kataifi e distendila il più possibile, separando i fili con le dita senza tirarli, così non si spezzano. Mentre lavori tieni la parte che non stai usando coperta con un canovaccio appena umido: all’aria i fili seccano in fretta e diventano fragili.

  2. Dividi la pasta in porzioni da 12 g circa. Scola bene ogni gambero dalla marinatura e, se è ancora bagnato, tamponalo appena con carta da cucina. Per comodità distendi la porzione di pasta sul piano, appoggia il gambero a un’estremità e arrotolalo fino all’altra, lasciando libere la testa e la coda. Avvolgi senza stringere: i fili devono coprire il corpo in uno strato arioso e regolare, e la sagoma del gambero deve restare riconoscibile. Infila l’ultimo capo sotto i fili già arrotolati, così l’involucro non si apre nell’olio.

    Gambero avvolto nei fili di pasta kataifi tagliati e arrotolati sul tagliere di legno
  3. Scalda l’olio di arachidi in una casseruola alta e stretta e portalo a una temperatura massima di 175°, controllandola con un termometro da cucina. Friggi un paio di gamberoni alla volta, per un paio di minuti o finché la pasta kataifi non risulta bella dorata, di un biondo carico ma non bruno, con i fili rigidi quando li sollevi con la schiumarola. Tra una mandata e l’altra aspetta che il termometro torni in temperatura: con troppi pezzi insieme l’olio si raffredda e la pasta, invece di dorare, lo assorbe.

  4. Scola i gamberoni sulla carta assorbente. Non ti resta che servire i tuoi favolosi gamberoni in pasta kataifi ancora caldi, con la salsa al mango in una ciotolina a parte: versata sopra bagnerebbe i fili e se ne andrebbe la croccantezza.

    Gamberoni avvolti in pasta kataifi dorata fritti in padella, pronti per essere serviti con salsa al mango

Note & consigli

La pasta kataifi la trovi nei negozi di prodotti etnici, nei supermercati bio oppure online; se proprio non c’è, avvolgi i gamberoni nella pasta sfoglia, sempre con testa e coda fuori.

Per cambiare salsa, mescola 50 g di purea di frutti di bosco con 120 g di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e uno di pepe bianco.

Il carapace non buttarlo: diventa un buon fumetto per risotti e pasta.