Pasta fresca di semola cruda: cavatelli rigati, spaghetti alla chitarra e orecchiette disposti su un canovaccio infarinato

Pasta fresca di semola

  • Preparazione: 0h 45m
  • Cottura: 0h 8m
  • Riposo: 1h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 porzioni
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Italiana

Ingredienti per 4 persone

  • Semola rimacinata di grano duro 300 g
  • Acqua tiepida (30-35 °C)155 g
  • Olio extravergine d’oliva 12 g

Procedimento

L’IMPASTO CON LA PLANETARIA

  1. Versa la semola nella ciotola della planetaria con la frusta K montata. Aggiungi l’acqua tiepida a filo, tra i 30 e i 35 gradi: la semola la assorbe più in fretta e l’impasto prende corpo prima, senza fare i capricci.

    Farina versata nella ciotola della planetaria per iniziare l'impasto della pasta fresca
  2. Unisci l’olio e lascia andare a velocità media per 3-5 minuti. All’inizio vedrai solo briciole. Poi le briciole si raccolgono in una massa unica che pulisce le pareti della ciotola: quello è il segnale che ci sei. Spegni, porta tutto sulla spianatoia e chiudi con le mani in una sfera liscia.

    Impasto di pasta fresca che si raccoglie in massa compatta nella planetaria

L’IMPASTO A MANO

  1. Metti la semola in una ciotola o direttamente sul piano di lavoro, versa l’acqua tiepida poco alla volta e poi l’olio. Raccogli con le dita. All’inizio sembra sabbia bagnata, lo so: vacci piano con la tentazione di aggiungere liquidi e continua a lavorare.

    Semola versata a cascata in una ciotola di vetro durante la preparazione dell'impasto
  2. Trasferisci sul piano e impasta per 10-15 minuti pieni, pressando e spingendo dal centro verso l’esterno con il palmo, poi ripiegando e girando il panetto di un quarto.

    Mani che lavorano energicamente un panetto di pasta fresca sul piano infarinato
  3. È pronto quando la superficie è liscia, senza puntini di semola asciutta, e se lo premi con un dito risale piano. Il sale non ce lo metto: questa pasta per tradizione nasce sciapa, il suo sale lo prende tutto nell’acqua di cottura.

    Mani che reggono una palla di impasto liscia e ben lavorata

IL RIPOSO

  1. Mai in frigorifero. Copri il panetto con la pellicola o, meglio ancora, con una ciotola capovolta, e lascialo sul piano da 30 a 60 minuti. Il riposo serve a una cosa sola: far distendere il glutine che hai sviluppato impastando, così la pasta non torna indietro quando la stendi. La copertura evita che la superficie si asciughi. Quando lo riprendi lo senti diverso sotto le mani, più rilassato e docile.

    Panetto di pasta fresca avvolto con pellicola trasparente per il riposo

STESURA E FORMATI

  1. Dividi il panetto in porzioni e tieni coperto quello che aspetta il suo turno. Per le sfoglie, stendi con il mattarello sul piano appena spolverato di semola, o con la macchina tirapasta partendo dallo spessore più largo: conta 5-8 minuti a porzione.

  2. Per i formati a mano non serve nessun attrezzo: arrotola l’impasto in cordoncini spessi un dito, taglia tocchetti di un paio di centimetri e trascinali sul piano con la punta delle dita per i cavatelli, o con il pollice per le orecchiette. Se vuoi provare i formati al ferretto, come gli imparrettati della mia storia, tieni l’impasto un po’ più sodo e asciutto: se è troppo umido si incolla al bastoncino e non si sfila, l’ho imparato a mie spese.

    Orecchiette e spaghetti alla chitarra freschi adagiati su un canovaccio infarinato
  3. Man mano che i formati sono pronti, allargali su un vassoio spolverato di semola e lasciali asciugare 30-60 minuti prima di cuocerli: l’aria forma una pelle sottile che li aiuta a non attaccarsi in pentola.

LA COTTURA

  1. Porta a bollore abbondante acqua e salala bene. Cala la pasta e mescola subito, con delicatezza. Da fresca cuoce in 4-8 minuti a seconda del formato e dello spessore: i cavatelli piccoli stanno sul versante corto, i formati più spessi su quello lungo. L’assaggio resta il giudice: la pasta di semola deve rimanere tenace sotto il dente, mai molle. Scola e condisci subito.

Note & consigli

Non aggiungere semola se l’impasto ti sembra molle: insisti a lavorarlo, la maglia glutinica si sviluppa e lo rende corposo e malleabile. Rispetto alla pasta all’uovo questo impasto è più tenace e resta meno morbido anche da cotto, con un profumo di grano più marcato: regge senza paura i sughi rustici e i condimenti di casa.