Il melone è il frutto dell’estate. In Toscana lo chiamano “popone”, una parola che mi ha sempre strappato un sorriso per il suo suono. Aromatico, profumato, arancione come il sole: è un frutto che racchiude tutta l’energia della bella stagione. Per questo ho voluto trasformarlo in una crema leggermente alcolica, il meloncello: da stappare nelle serate d’inverno, come un vaso di Pandora, per ricordarti che quei giorni pieni di luce torneranno.
Ti stai chiedendo se farlo in casa sia complicato? Per niente: il grosso del lavoro lo fa il tempo, tu devi solo tagliare, scaldare e aspettare. Se hai già preparato il mio limoncello, sei a metà strada. Ma bando alle poesie. Un consiglio te lo do subito: fanne qualche bottiglia in più da regalare agli amici, sono certa te ne saranno grati!
Se cerchi la ricetta del meloncello fatto in casa, la crema di melone dolce e profumata da servire ghiacciata, sei nel posto giusto.
Ingredienti
per circa 1,5 l
- Melone 400 g
- Alcool alimentare 250 g
- zucchero 300 g
- Panna fresca 100 g
- Latte intero 400 g
Allergeni
Procedimento
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Prima di tutto scegli il melone: io ti consiglio un retato mantovano, per me uno dei migliori meloni italiani, ma credimi, purché sia dolce e profumato qualunque varietà renderà speciale il tuo liquore. Al banco fidati del naso più che del calendario. Lavalo intero sotto acqua corrente e asciugalo: la polpa non deve incontrare quello che c’era sulla buccia. Poi privalo della buccia, dei semi e dei filamenti interni e taglia la polpa a cubetti di due centimetri, così l’alcool li penetra in fretta. Mettili in un vaso sanificato con chiusura ermetica e ricoprili con l’alcool, quello a 96° per uso alimentare: si trova ormai in quasi tutti i supermercati e deve coprire bene i cubetti. Chiudi e lascia macerare in un luogo buio e fresco per una settimana, agitando il barattolo ogni giorno: è il gesto che aiuta l’alcool a tirare fuori profumo e colore. Saprai che è pronto quando il liquido sarà aranciato e intensamente profumato, con la polpa più pallida. A quel punto frulla tutto col frullatore a immersione, bastano una decina di secondi, e metti il composto in frigorifero.
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Nel frattempo prepara la base, ma prima di accendere il fornello sposta il barattolo dell’alcool lontano dalla fiamma: a 96° prende fuoco in un attimo. Versa il latte e la panna in un pentolino, aggiungi lo zucchero e scalda a fuoco dolce mescolando: deve solo sfiorare il bollore, intorno agli 85 gradi, mai bollire davvero. Quando non senti più granelli di zucchero sotto il cucchiaio, spegni e lascia raffreddare completamente. Questo passaggio non lo salto mai: la base la unisco all’alcool soltanto da fredda, sotto i 20 gradi, perché tiepida rovina la parte alcolica e fa i fiocchi.
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Quando entrambi i composti sono ben freddi, uniscili e frullali di nuovo con il frullatore a immersione, una ventina di secondi. Travasa nelle bottiglie sanificate con chiusura ermetica e mettile in frigorifero a riposare per due settimane prima dell’assaggio: è il riposo che fonde melone, latte e alcool in un gusto solo. Ricordati di scuotere la bottiglia prima di servire, un leggero deposito sul fondo è normale, e porta in tavola il tuo meloncello ghiacciato.
Note & consigli
Il colore del meloncello fatto in casa è un arancio tenue, meno acceso dei liquori in commercio: lì spesso c’è il colorante, qui no. La panna la prendo fresca al banco frigo, mai UHT. E se il melone all’apertura odora di fermentato, cambialo senza pensarci.
Domande frequenti
Con queste dosi siamo intorno ai 16-17 gradi: i 250 g di alcool a 96° si diluiscono in oltre un chilo tra melone, latte, panna e zucchero. È un calcolo casalingo, il numero preciso dipende da quanto è succoso il tuo melone. Meno di un limoncello, più di un vino da pasto.
Succede quando la base al latte non era ancora fredda: l’alcool incontra il caldo e la parte grassa si rapprende. Rimetti sotto il frullatore a immersione e lavora una ventina di secondi, di solito torna liscio. Se i grumi restano gommosi non si recuperano, meglio ripartire dalla base ben fredda.
Si aggiusta, ma solo da freddo: aggiungi latte intero 50 g per volta, frulla a immersione e riassaggia dopo ogni aggiunta. Io i liquori di casa li tengo dalla parte morbida, meno forti di quelli comprati: si bevono meglio e non coprono il melone. Conta anche che dopo le due settimane di riposo l’alcool si sente già meno.
Puoi, ma il risultato cambia: la vodka sta sui 40 gradi contro i 96 dell’alcool alimentare, estrae meno profumo dalla polpa e il liquore finito resta molto leggero, quindi si conserva meno. Resto sull’alcool a 96°, e se usi la vodka tieni il meloncello in freezer e consumalo entro un mese.
Ghiacciato e a fine pasto, in bicchierini piccoli: è dolce e ricco, meglio poco e freddissimo. D’estate provalo anche versato su una coppa di gelato alla crema.
Il nome ricalca il limoncello, capostipite dei liquori casalinghi in “-cello”. Un inventore documentato non esiste: è una crema diffusa soprattutto al Sud, legata alla tradizione liquoristica campana, che ogni famiglia declina a modo suo.
Conservazione
Passate le due settimane in frigorifero, il meloncello si sposta in freezer: in bottiglia ben chiusa, non riempita fino all’orlo, resta buono per 3 o 4 mesi. Scrivi la data sull’etichetta, con i liquori si perde il conto in fretta. Al gelo si addensa: cinque minuti fuori e una bella scossa prima di versare.
Intolleranze & allergie
Il meloncello contiene latte e panna. Se sei intollerante al lattosio puoi usare latte e panna delattosati: il risultato cambia appena, un filo più dolce. Per chi è allergico alle proteine del latte non esistono sostituzioni all’altezza: meglio orientarsi sulla versione senza crema, il liquore al melone.
Curiosità
In Puglia il meloncello, o meloncella, non è un liquore ma un ortaggio: il cetriolo-melone che si mangia crudo, parente di caroselli e barattieri. E a Bologna il Meloncello è l’arco da cui parte il portico che sale a San Luca. Tre cose diverse con lo stesso nome, e una sola si beve.
Drink e liquori
Non bevo molto, ma un bicchierino di liquore a fine pasto, quando ci si ritrova con gli amici, me lo concedo volentieri: amo più la convivialità del gesto che il gesto stesso. In estate ne preparo parecchi e li tengo in freezer, così sono sempre pronti al momento giusto. Se ti va di allargare la scorta, accanto al meloncello stanno bene il liquore alle fragole, il bananino, il liquore al cioccolato per le sere fredde e l’immancabile limoncello.

