Fave e cicoria salentine con purè di fave secche, cicoria ripassata e un filo d'olio extravergine

Fave e cicoria

Senza glutine
  • Preparazione: 0h 20m
  • Cottura: 1h 20m
  • Riposo: 0h 0m
  • Difficoltà: facile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 4 persone
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Pugliese

Ingredienti

per le fave

  • Fave secche meglio bianche decorticate500 g
  • Olio extravergine d’oliva 30 g
  • Sale q.b.

per la cicoria

  • Cicoria 800 g
  • Aglio 2 spicchi
  • Peperoncino fresco piccante fresco1
  • Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
  • Sale q.b.

per impiattare

  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

LA CREMA DI FAVE

  1. Le fave secche possono necessitare di ammollo, dipende dalla marca: sulla confezione c’è sempre scritto. Se bisogna ammollarle, mettile dentro a una ciotola e ricoprile di acqua fredda di almeno 3-4 dita.

  2. Le mie non necessitavano di ammollo, quindi le ho sciacquate per bene sotto l’acqua fredda corrente, cosa che dovrai fare anche con quelle ammollate, e le ho scolate.

  3. Mettile in una pentola, ricoprile di acqua fredda, circa 2 litri, e porta a bollore. Quindi salale, abbassa la fiamma, copri con il coperchio e lasciale sobbollire per 45 minuti. Il bollore deve restare appena accennato: a fiamma alta si attaccano sul fondo e la crema prende un retrogusto di bruciato.

  4. La cottura dipende dalle fave, comunque alla fine devono risultare leggermente spappolate. Schiacciane una contro la parete della pentola: non deve avere il cuore duro. Se resiste, vai avanti a fuoco dolce con altra acqua calda.

  5. A questo punto scolale tenendo l’acqua avanzata da parte. Metti le fave dentro a un cutter, puoi utilizzare anche un frullatore a immersione, poi unisci l’olio extravergine e circa 100 g di acqua di cottura. Frulla tutto. Con l’acqua vacci piano: aggiungerla si può sempre, toglierla no.

  6. Dovrai ottenere una bella crema morbida e vellutata, tipo un purè, che ricade dal cucchiaio in un sol colpo. Assaggia ed eventualmente regola di sale o aggiungi dell’altra acqua di cottura se è troppo densa.

  7. Se non consumerai subito la crema di fave, tieni l’acqua di cottura da parte perché tenderà ad asciugarsi molto, quindi potrebbe essere necessario aggiungere altro liquido per renderla di nuovo cremosa.

LA CICORIA LESSATA E SALTATA

  1. Seleziona la cicoria eliminando le foglie danneggiate e i gambi più coriacei. Risciacqua abbondantemente sotto acqua corrente fredda, poi sgocciola. Se è cicoria di campo lavala in più acque, sollevando le foglie invece di versare via l’acqua con la terra.

  2. Riempi una pentola ampia con acqua, porta a ebollizione e aggiungi il sale. Immergi la cicoria nell’acqua bollente.

  3. Cuoci per circa 5 minuti, 8-10 se usi catalogna o coste più spesse, poi preleva la verdura e trasferiscila immediatamente in una ciotola con acqua e cubetti di ghiaccio. Questo processo fermerà la cottura e preserverà il verde intenso della cicoria. Il gambo più sottile deve piegarsi senza rompersi: se è già molle, hai superato il punto.

  4. Una volta raffreddata, prendi la cicoria a manciate e strizzala energicamente per eliminare l’acqua in eccesso. È il passaggio che decide il piatto: l’acqua che resta nelle foglie finisce nella crema di fave e te la annacqua.

  5. In una padella ampia, versa un giro generoso di olio extravergine. Aggiungi gli spicchi d’aglio divisi a metà e il peperoncino tagliato a rondelle dopo aver rimosso i semi.

  6. Fai insaporire l’olio a fiamma media per un paio di minuti, fino a quando l’aglio inizia a dorarsi leggermente. Non oltre: l’aglio bruciato porta un amaro secco.

  7. Unisci la cicoria strizzata e saltala a fiamma vivace per qualche minuto, mescolando frequentemente. Aggiusta di sale. È la stessa ripassata che uso quando porto in tavola la cicoria da sola come contorno. Quando la cicoria è pronta l’aglio io lo scarto: ormai il suo profumo sta tutto nel condimento.

FAVE E CICORIA NEL PIATTO

  1. Disponi nel piatto la crema di fave e affiancagli una bella porzione di cicoria, senza mescolarle: si servono accanto, così ognuno regola da sé quanto dolce e quanto amaro portarsi nel cucchiaio. Poi irrora con un bel filo di olio extravergine di oliva e accompagna con una bella fetta di pane casereccio tostato. Servila calda, non bollente: il calore copre il profumo dell’olio.

Note & consigli

La pentola fa la differenza: un fondo pesante tiene il sobbollore basso e costante, e le fave non si attaccano. Se avanza della crema, io la uso il giorno dopo su una fetta di pane tostato con un filo d’olio, senza riscaldarla troppo. In Puglia accanto alle fave arrivano spesso una cipolla rossa cruda affettata sottile o i lampascioni lessati: non sono obbligatori, ma riportano il piatto alla tavola contadina.