Niente uova in casa, o qualcuno a tavola che non può mangiarle. La ciambella senza uova nasce da qui, e non è una versione di ripiego: la morbidezza arriva da latte e panna scaldati con lo zucchero, l’olio di semi fa il resto e il lievito per dolci la tiene alta. Verrà bassa e compatta? No, se l’impasto si mescola solo il tempo di togliere i grumi.
Se le uova le hai e vuoi la versione con uova e burro, c’è il ciambellone classico. Per un dolce senza uova con lo yogurt e il latte, senza panna, c’è la torta allo yogurt senza uova; con il cacao nell’impasto, la torta al cacao senza uova. Questa è la ciambella senza uova e senza burro nell’impasto: una fetta chiara e soffice, morbida per tre giorni sotto una campana.
Ingredienti
Per l’impasto
- Farina 00 300 g
- Amido di mais 40 g
- Zucchero semolato 180 g
- Latte intero 150 g
- Panna fresca liquida 100 g
- Olio di semi di girasole 80 g
- Lievito per dolci 12 g
- Estratto di vaniglia 1 cucchiaino
- Sale 1 pizzico
Per lo stampo
- Burro q.b.
- Farina 00 q.b.
Allergeni
Procedimento
L’IMPASTO DELLA CIAMBELLA SENZA UOVA
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Versa il latte e la panna in un pentolino, aggiungi lo zucchero e scalda a fuoco dolce, mescolando con un cucchiaio finché lo zucchero non si sente più sotto il cucchiaio e il composto è caldo. Non deve bollire: appena vedi il primo filo di vapore, spegni. Il latte lo prendo intero e fresco, come sempre in cucina. Lascia intiepidire finché ci tieni il dito dentro senza fastidio.
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Setaccia in una ciotola capiente la farina, l’amido di mais e il lievito per dolci, poi aggiungi il pizzico di sale e mescola con una frusta a mano. Il lievito deve sparire nella farina, perché i granelli rimasti insieme fanno buchi grossi nella fetta e lasciano un retrogusto amaro.
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Quando il composto di latte e panna è tiepido, aggiungi l’estratto di vaniglia e versa l’olio di semi a filo, mescolando con la frusta. All’inizio l’olio galleggia, poi si disperde: fermati quando il liquido è uniforme, un po’ opaco, senza occhi di grasso in superficie. L’olio di semi di girasole è quello della ricetta perché non lascia sapore e fa posto alla vaniglia.
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Versa il liquido sulle polveri in due o tre riprese, mescolando con la frusta a mano dal centro verso i bordi, fino a un impasto liscio e senza grumi. Lavora soltanto il necessario per amalgamare: l’impasto giusto è lucido e cade dalla frusta a nastro spesso. Qui vacci piano, perché senza uova è il glutine della farina a fare la struttura, e se continui a mescolare lo sviluppi troppo e la fetta viene gommosa.
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Ungi con il burro e infarina uno stampo da ciambella da 24 cm, insistendo sul camino centrale e nelle scanalature, e scuoti via la farina in eccesso. Versa l’impasto, distribuiscilo in modo uniforme con una spatola e batti lo stampo una volta sul piano di lavoro per far salire le bolle grosse. Inforna subito: un impasto con il lievito per dolci non aspetta.
LA COTTURA
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Cuoci in forno statico già caldo a 170 °C per 40 minuti. Nei primi 30 minuti non aprire lo sportello: il calore che esce fa afflosciare la corona dell’impasto prima che la struttura si sia fissata. Allo scadere, infila uno stecchino nella parte più alta della corona: deve uscire asciutto, al massimo con qualche briciola cotta, mai con pastella lucida. La superficie è dorata e i bordi iniziano a staccarsi dallo stampo. Se lo stecchino è ancora bagnato, lascia la ciambella in forno qualche minuto e riprova.
IL RAFFREDDAMENTO
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Lascia riposare la ciambella nello stampo per 10-15 minuti: appena sfornata è fragile e quei minuti fanno assestare la mollica. Poi passa una lama sottile lungo il bordo esterno e intorno al camino, se vedi un punto che tiene, capovolgi su una gratella e sformala con delicatezza.
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Lasciala raffreddare completamente sulla gratella, circa un’ora, prima di tagliarla o di coprirla. Coperta ancora tiepida fa condensa e la crosta diventa appiccicosa; fredda, la fetta si taglia netta e la mollica resta soffice.
Note & consigli
Pesa e setaccia le polveri prima di accendere il fornello: l’impasto va in forno appena è pronto, e con tutto già in ciotola non perdi tempo. Se lo stampo è scuro e antiaderente prende più calore, quindi controlla lo stecchino cinque minuti prima; se è in silicone, appoggialo su una teglia rigida prima di versare l’impasto.
Domande frequenti
Nessun ingrediente da solo. In un ciambellone le uova danno struttura, aria e colore; qui la struttura la fanno farina e amido, l’aria la mette il lievito per dolci insieme al vapore in forno, e la morbidezza arriva da olio e panna. Per questo la fetta è più chiara e meno elastica di quella con le uova, ma soffice.
No. Le uova portano acqua, grassi e proteine, e se le togli senza ribilanciare liquidi e lievito ottieni un dolce basso e asciutto. Meglio partire da una ricetta nata senza uova, come questa, dove latte, panna e olio sono già dosati per fare il loro lavoro.
Era ancora cruda dentro, oppure hai aperto il forno troppo presto e il calore è uscito prima che la corona si fissasse. Fidati dello stecchino, non del colore, e nei primi trenta minuti lo sportello resta chiuso. Anche troppo lievito la fa salire in fretta e poi cedere.
L’impasto è stato mescolato troppo a lungo dopo aver unito i liquidi. Senza uova la struttura la regge il glutine della farina, e più lo lavori più la mollica diventa tenace ed elastica: fermati appena spariscono i grumi. Una ciambella bassa ma non gommosa, invece, parla di lievito vecchio o di forno non abbastanza caldo.
La fecola va bene in pari peso, 40 g, e la differenza è minima, con una fetta appena più friabile. Senza amido, metti 40 g di farina 00 in più, 340 g in tutto. Funziona lo stesso, ma la mollica viene un po’ meno delicata, perché l’amido serve proprio ad alleggerire la farina.
Burro e farina, insistendo sul camino centrale e nelle scanalature, poi scuoti via l’eccesso. Se non vuoi il burro, un velo d’olio di semi e la farina fanno lo stesso lavoro, oppure lo spray staccante.
Meglio di no. Il rischio dell’impasto crudo non sta solo nelle uova: la farina è un alimento crudo, può portare batteri e si mette in sicurezza soltanto con la cottura. Aspetta la prima fetta.
Conservazione
Da fredda, sotto una campana di vetro o in un contenitore chiuso, in un posto fresco e asciutto, si tiene tre giorni, e io la lascio lì anche già tagliata. Il frigorifero non le serve. Si congela a fette, avvolte una per una e chiuse in un sacchetto, per due mesi; si scongela a temperatura ambiente ancora avvolta.
Intolleranze & allergie
Non è adatta a chi è allergico al latte, perché latte, panna e burro per lo stampo non hanno una sostituzione sicura, né a chi è celiaco, perché la farina 00 contiene glutine. Chi è allergico alle uova legga le etichette, lievito compreso, e usi fruste e ciotole ben lavate.
Curiosità
La forma ad anello non è solo estetica. Il camino centrale aumenta la superficie dell’impasto esposta al calore, e per questo una ciambella cuoce in modo più uniforme di una torta tonda della stessa altezza, dove il centro resta sempre un po’ indietro rispetto ai bordi.

