Macaron al lampone con guscio chiaro e farcitura viola, uno morso a rivelare il ripieno

Macarons

Senza glutineVegetariana
  • Preparazione: 0h 30m
  • Cottura: 0h 12m
  • Riposo: 12h 0m
  • Difficoltà: difficile
  • Costo: basso
  • Porzioni: 20 pezzi
  • Metodo cottura: Forno
  • Cucina: Francese

Ingredienti per 20 pezzi

PER LE BASI

  • Farina di mandorle finissima125 g
  • Zucchero a velo 225 g
  • Zucchero semolato 25 g
  • Albume d’uovo a temperatura ambiente100 g

Per la ganache

  • Cioccolato bianco 200 g
  • Lamponi freschi 125 g
  • Succo di limone poche gocce

Procedimento

LA GANACHE AL CIOCCOLATO BIANCO E LAMPONI

  1. Parti dalla ganache, perché ha bisogno di ore in frigorifero. Frulla i lamponi con un frullatore a immersione insieme a poche gocce di succo di limone, che ravviva colore e acidità. Io lascio i semini. Se preferisci filtrare la purea con un colino, pesa quello che scarti e rimpiazzalo con altra polpa, altrimenti la ganache viene troppo soda.

    Lamponi frullati a immersione, succo di limone e cioccolato bianco a scaglie per la ganache
  2. Sciogli il cioccolato bianco: spezzettato in una ciotola, a bagnomaria con l’acqua che sfiora appena il bollore, oppure al microonde a bassa potenza in passaggi da 20 secondi, mescolando ogni volta. Fermati quando è liscio e tiepido: il cioccolato bianco brucia prima del fondente e, scaldato troppo, si separa in grumi e olio.

  3. Unisci la purea di lamponi al cioccolato fuso, prima con una frusta e poi con il frullatore a immersione, finché il colore è uniforme e la superficie lucida. Coprila con la pellicola a contatto, così non si ossida. Lasciala in frigorifero tutta la notte, o almeno tre ore: deve rassodarsi fino a una consistenza simile alla crema al burro, morbida ma che tiene la forma. Solo allora travasala in una sac à poche.

    Ganache ai lamponi versata, coperta a contatto e trasferita nella sac à poche

LE POLVERI PER I MACARONS

  1. Per fare i macarons parti dalle polveri. Unisci in un food processor, cioè un robot con le lame, la farina di mandorle e lo zucchero a velo. Aziona per qualche secondo, a impulsi brevi: serve a rendere la farina più fine e polverosa, non a scaldarla, perché lavorata a lungo rilascia olio e il guscio viene rugoso. La farina di mandorle che uso è quella classica, che poi ripasso così nel mixer: quella a basso contenuto di olio assorbe di più e ti lascia un impasto troppo denso. In pasticceria si usa la raffinatrice, che la polverizza; in casa compra la più fine che trovi e non provare a farla da sola con le mandorle intere. Setaccia le polveri con un setaccio a maglie non troppo strette.

    Farina di mandorle e zucchero a velo versati nel food processor, poi setacciati in una ciotola
  2. Due parole sulle dosi. La regola classica, il tant pour tant, vuole farina di mandorle e zucchero a velo nello stesso peso; qui ci sono 125 g di mandorle e 225 g di zucchero a velo, e non è un errore. La proporzione l’ho scelta io così: ognuno può calibrarla, ma va pesata con precisione, perché lo zucchero a velo regola quanto l’impasto scorre.

LA MERINGA E IL MACARONAGE

  1. Monta gli albumi nella planetaria con la frusta, a temperatura ambiente: l’albume freddo di frigorifero monta più lento. Appena prendono corpo e diventano una schiuma bianca, aggiungi lo zucchero semolato in tre volte, aspettando 5 minuti tra un’aggiunta e l’altra, sempre con la planetaria in movimento. Questo metodo ti dà una meringa soda e corposa, lucida, con una punta che resta dritta sulla frusta. Ora spegni la planetaria. Le polveri le incorporo sempre a macchina spenta, poche per volta, con una spatola.

    Farina di mandorle setacciata sulla meringa montata a neve ferma in planetaria
  2. Mescola abbastanza vigorosamente, con la spatola che passa dal fondo e schiaccia il composto contro la parete della ciotola. Non avere paura di smontare l’impasto: deve fluidificarsi un po’, ed è proprio questa fase, il macaronage, che decide tutto. Se vuoi colorarlo è il momento: una punta di cacao amaro in polvere, oppure un colorante in gel o in polvere, pochissimo, perché quelli liquidi portano acqua nella meringa. Sei al punto giusto quando sollevando la spatola l’impasto cade a nastro continuo e la traccia si riassorbe in una decina di secondi. Se cade a pezzi hai lavorato poco; se scorre come una crema sei andato oltre, e da lì non si torna indietro. Trasferisci tutto in una sac à poche con bocchetta liscia da 10 mm.

    Impasto bianco montato in ciotola, poi trasferito in sac à poche con spatola

DRESSAGGIO, RIPOSO E COTTURA DEI MACARONS

  1. Su un foglio di carta forno traccia dei cerchi di 5 cm di diametro. Ungi appena una leccarda per farvi aderire il foglio e, quando lo adagi, capovolgilo: la parte disegnata resta sotto, così la matita non tocca l’impasto. Impugna la sac à poche in verticale, punta al centro del cerchio e spremi senza spostarti: l’impasto deve allargarsi da solo, senza arrivare alla circonferenza disegnata. Guarda la forma che resta. Cerchi concentrici ben marcati o una punta al centro vogliono dire impasto troppo denso: o l’hai lavorato poco, o la farina di mandorle era troppa. Se invece non tiene la forma e si spande, era troppo fluido. Poi sbatti delicatamente la teglia sul piano di lavoro, un paio di colpi, per allargare un po’ i macarons e far salire le bollicine d’aria; quelle grosse le buchi con uno stecchino.

    Cerchi tracciati su carta forno, teglia imburrata e impasto spremuto con sac à poche per formare i macarons
  2. Lascia riposare i macarons per 30 minuti a temperatura ambiente, senza coprirli in alcun modo. Questo assestamento non si salta: i gusci si compattano e formano in superficie una pellicola asciutta che in forno non cede, così l’aria che si espande trova la via più facile alla base e spinge fuori il piede. La prova è il dito: sfiorali, e se non lasci il segno e non ti resta impasto attaccato sono pronti; se sono ancora appiccicosi, o la giornata è umida, dai altri dieci minuti. Nel frattempo preriscalda il forno statico a 170 gradi, con la cottura solo dal basso. Inforna una teglia alla volta per 12 minuti. Sono cotti quando il piede è ben formato e la parte superiore, sfiorata con un dito, non scivola sulla base. Estraili dal forno e lasciali raffreddare completamente sulla teglia, senza toccarli.

    Macarons crudi su teglia, cottura in forno e gusci appena sfornati pronti a raffreddare

LA COMPOSIZIONE E LA MATURAZIONE

  1. Stacca i macarons dalla carta forno solo quando sono freddi, con delicatezza: da caldi il fondo sembra attaccato anche quando è cotto bene. Accoppiali per dimensione. Spremi sulla parte piatta di un guscio un ciuffo di ganache ai lamponi e chiudi con l’altro, premendo appena, senza schiacciare il piede. Mettili in un contenitore ermetico in frigorifero per almeno una notte: la ganache cede un po’ di umidità ai gusci e l’interno diventa tenero mentre fuori resta la crosticina. I tuoi macarons con ganache di cioccolato bianco e lamponi sono pronti: tirali fuori dal frigorifero mezz’ora prima di servirli.

Note & consigli

La misura dei miei macarons è la classica, 5 cm; puoi farli più piccoli, e allora togli un minuto di forno. Ciotola e frusta vanno sgrassate: una traccia di grasso e la meringa non monta. Io cuocio sempre una teglia per volta, con un termometro da forno appoggiato dentro, perché i gradi dichiarati e quelli veri di rado coincidono. Carta forno e tappetino in silicone si comportano diversamente: prova il tuo.