Fondo bruno in una casseruola con carote, cipolle, aglio, sedano e alloro intorno

Fondo bruno

  • Preparazione: 0h 15m
  • Cottura: 6h 0m
  • Riposo: 8h 0m
  • Difficoltà: media
  • Costo: basso
  • Metodo cottura: Fornello
  • Cucina: Italiana

Ingredienti

per circa 1 lt di fondo bruno

  • Ossa di vitello 1 kg
  • Sedano 100 g
  • Sedano rapa 350 g
  • Cipolla dorata150 g
  • Carote 150 g
  • Porri 1 foglia
  • Timo 2 rametti
  • Rosmarino 1 rametto
  • Salvia 3 foglie
  • Alloro 1 foglia
  • Concentrato di pomodoro 20 g
  • Vino rosso 70 ml
  • Porto rosso (facoltativo)70 ml
  • Ghiaccio q.b.
  • Acqua q.b.

Procedimento

LA TOSTATURA DI OSSA E VERDURE

  1. Taglia a pezzi grossolani il sedano, il sedano rapa, la cipolla e le carote: sono la base aromatica del fondo bruno e gli danno un sapore dolce e complesso. Non serve essere precisi, basta che i pezzi siano grandi e simili fra loro, così si colorano tutti insieme. Lava le ossa sotto l’acqua fredda per togliere i residui di sangue e le impurità, poi asciugale bene con carta da cucina: bagnate, in forno lessano invece di tostarsi.

  2. Metti le ossa in una teglia in un solo strato, senza sovrapporle, e falle tostare in forno a 190° per almeno un’ora, girandole a metà cottura. Devono diventare di un bruno nocciola intenso, con i succhi scuri sul fondo della teglia e un profumo di arrosto; se qualche punta diventa nera toglila, perché il nero dà amaro a tutto il fondo. Trasferisci le ossa in una pentola capiente e dai bordi alti. Se nella teglia sono rimasti succhi bruni attaccati non buttarli: staccali con un goccio d’acqua calda e versali nella pentola. Quelli neri, invece, lasciali lì.

  3. Aggiungi nella pentola anche le verdure e falle rosolare a fuoco alto insieme alle ossa, girandole spesso, finché sono abbrustolite: ben colorite ai bordi ma ancora riconoscibili, mai nere. Unisci il concentrato di pomodoro, mescola bene e lascialo insaporire finché diventa color mattone scuro e profuma. Anche lui, se annerisce, porta amaro.

LA COTTURA LENTA DEL FONDO BRUNO

  1. Quando le verdure cominciano ad attaccarsi alla pentola non ti preoccupare, è il momento che aspettavi: quella patina bruna è sapore. Sfuma con il vino rosso e il Porto, raschiando il fondo con un cucchiaio di legno per staccarla tutta, e lascia evaporare finché non senti più l’odore pungente dell’alcol. Poi aggiungi il ghiaccio e l’acqua fredda, in quantità sufficiente a coprire tutto il contenuto della pentola di almeno 3-4 dita. Il ghiaccio io lo metto proprio qui, sulle verdure ancora roventi.

  2. Prepara il mazzetto: avvolgi timo, rosmarino, salvia e alloro in una foglia verde presa dai porri e lega tutto con lo spago da cucina, così le erbe restano insieme e non si disperdono nel fondo. Mettilo nella pentola e lascia sobbollire a fuoco dolce per un paio d’ore. Il fuoco giusto si vede: bollicine piccole e rade, superficie appena mossa. Se bolle forte il grasso si mescola al liquido e il fondo viene torbido. Nella prima ora sale in superficie una schiuma grigiastra: toglila con la schiumarola ogni volta che si forma, insieme al grasso che affiora.

RIDUZIONE E SGRASSATURA DEL FONDO BRUNO

  1. Trascorso questo tempo il liquido si sarà ridotto circa alla metà. Filtralo con un colino a maglie strette senza schiacciare ossa e verdure: lasciale scolare da sole, perché premendo passano polpa e grasso e il fondo si intorbida. Rimetti il liquido sul fuoco basso per almeno altre 2-3 ore e lascialo addensare lentamente, finché diventa una salsa scura che vela il dorso del cucchiaio. Più lo lasci restringere, più diventa saporito, ma tieni la fiamma bassa: un fondo che attacca prende l’amaro. Con queste dosi ne ottieni circa un litro.

  2. Fai raffreddare il fondo a temperatura ambiente, meglio se diviso in due o tre contenitori bassi e larghi, che si raffreddano prima, e appena ha smesso di fumare mettilo in frigorifero, entro un paio d’ore: lasciato sul piano di lavoro tutto il pomeriggio è un rischio che non vale la pena correre. Lascialo in frigo per una notte, così il grasso rilasciato dalla carne sale in superficie e si rapprende in un disco chiaro. Toglilo tutto con un cucchiaio. Sotto trovi il fondo, che da freddo trema come una gelatina; se resta più liquido non è sbagliato, vuol dire solo che le ossa avevano meno cartilagine. Rimettilo a scaldare a fuoco dolce se ti serve subito, oppure conservalo in frigo o in freezer.

Note & consigli

Nel fondo il sale non lo metto, ed è voluto: mentre riduce si concentra tutto, anche la sapidità, e un fondo salato non si corregge più. Lo aggiusti nel piatto in cui lo usi.

Se vuoi, puoi aggiungere al mazzetto qualche bacca di ginepro, ma poche: il fondo deve restare una base pronta a diventare salse diverse, non sapere di una spezia sola.